Posted tagged ‘astrofili’

Maggio e Venere

5 maggio 2010

Il mese di Maggio è il mese del risorgere della natura, della fioritura delle rose, dei primi frutti, della preparazione al raccolto, delle speranze di prosperità e pace, della preghiera, ma anche del tormento di giovani cuori e delle promesse di matrimonio.

Maggio è il mese nel quale si indugia fuori di casa volentieri la sera, godendo dell’aria fresca e dello spettacolo del Cielo.

Il rituale cristiano dedica il mese di Maggio al culto della Madonna, simbolo della maternità nella purezza. In Maggio i Celti d’Irlanda veneravano il dio Belenos, divinità della sapienza e della prosperità, come ad ammonirci che l’una dall’altra sono indissolubili.

In Maggio noi curiosi del Cielo attendiamo pazientemente, ed invitiamo tutti ad attendere con noi, che al tramonto ci venga dato il primo saluto della notte che arriva da parte di Espero, la Stella della Sera, gemma preziosa visibile già ora luminosissima a Ovest subito dopo il tramonto. Essa insieme ci accarezza lo sguardo assetato di emozioni e ci ricorda con il suo brillare iridescente straordinarie storie di ingegno umano: come quella del filosofo Parmenide, che pur intento a porre le basi della logica e del pensiero astratto, trovò il modo di osservare il Cielo e di riconoscere in lei la stessa Lucifero (“portatrice di luce”), stella del mattino, comprendendo e comunicando ai posteri che le due stelle della sera e del mattino erano in realtà fenomeni spiegabili con diverse posizioni dello stesso astro rispetto al Sole. O come quella di Galileo Galilei che verso di lei puntò il suo telescopio, e la vide  in forma di falce argentata, come la Luna all’inizio del suo ciclo, e ne seguì col passare dei giorni il lento mutare del profilo, che diventò prima quello di un disco spezzato a metà, poi di un’ogiva asimmetrica, senza mai riempirsi completamente, e infine trasmise al collega Keplero la sua scoperta avvolgendola nell’armoniosa ed enigmatica frase latina “Cynthiae figuras aemulatur mater amorum” (“La Madre degli Amori imita le forme della Luna”) come si racchiude un messaggio prezioso e segreto in uno scrigno dorato.

Elongazioni e Congiunzioni

Nel mese di maggio Venere sarà visibile al tramonto sempre più alta sull’orizzonte ad Ovest, e tramonterà sempre più tardi, procedendo verso la posizione denominata “elongazione massima” (il massimo angolo rispetto alla direzione del Sole nel Cielo), condizione che consente la migliore visibilità dell’astro permettendo di coglierne la forma anche con un telescopio di piccole dimensioni e che verrà raggiunta nei primi giorni di Giugno.

Oriano Spazzoli

Alba e tramonto del Sole:
1 Maggio: il Sole sorge alle 5.01 e tramonta alle 19.15
1 Giugno: il Sole sorge alle 4.29 e tramonta alle 1948
21 Giugno: il Sole sorge alle 4.26 e tramonta alle 20.00 (solstizio d’estate)

Principali fasi della Luna nei mesi :
28 Maggio (Luna piena)
5 Giugno (Ultimo quarto)
12 Giugno (Luna nuova)
19 (Primo quarto)

Pianeti visibili: Marte (costellazione del Leone), Saturno (costellazione della Vergine), Venere (verso Ovest al tramonto nella costellazione del Toro), Giove (costellazione dei Pesci, visibile solo nell’ultima parte della notte).

Chiaror di Luna

1 aprile 2010

Rubrica a cura dell’Associazione Astronomica del Rubicone

“… Niente paura, si vede la Luna perfino da qui.”
(Da “Niente paura” di Luciano Ligabue)

30000 anni fa in una grotta nel cuore della Francia, un uomo dell’antica etnia nota oggi con il nome di Neanderthal, ebbe l’idea di incidere su di un frammento di zanna, una sequenza di tacche. Essa iniziava con un sottilissimo arco incurvato verso un’estremità, proseguiva con altri archi più grandi che, al settimo segno, si trasformavano in un mezzo cerchio rozzamente delineato, per continuare a crescere dalla stessa parte fino al quindicesimo segno, quello centrale, che aveva la forma di un cerchio intero. A quel punto i segni cominciavano a diminuire di dimensioni ripetendo esattamente le stesse forme, ma rivolte dalla parte opposta, in modo che l’ultimo fosse lo stesso arco sottile con cui era iniziata la serie, ma con il dorso verso l’altra estremità dell’osso. In tutto le piccole tracce incise erano 29.

Nel 1980 l’archeologo Alexander Marshack, direttore del Peabody Museum di Harvard, esaminando al microscopio elettronico i reperti provenienti proprio da quella lontana grotta della Dordogna, riconobbe in quelle incisioni su pezzi d’osso pur consumate dai millenni, la rappresentazione della sequenza delle fasi lunari, riprodotta giorno per giorno con sorprendente meticolosità.

Tuttora si può dire dunque che le fasi della Luna sono il primo fenomeno celeste raffigurato dall’uomo nella storia. Non ci si deve stupire di ciò: la Luna è forse il primo grande mistero celeste, certamente il più affascinante, con quella forma che cambia giorno per giorno con ineluttabile continuità, crescendo fino a diventare piena e poi quasi consumandosi nel Cielo fino a scomparire, in un tempo medio di 29/30 giorni, il “mese sinodico lunare”.

La sua discreta compagnia notturna l’ha resa alternativamente un sorriso d’argento, un occhio malizioso, un viso triste o una luminosa perla ricoperta d’oro, comunque custode di segreti, speranze e sospiri profondi e tristi, dolcissima eterna testimone della fragilità umana e dei suoi sogni impossibili, ma anche porta aperta e primo gradino della difficile ma esaltante ascesa verso la conoscenza dell’Universo, come quando Galileo Galilei riconobbe nei marcati chiaroscuri che costellavano la superficie lunare osservata con il cannocchiale, le ombre prodotte dalla presenza di sporgenze (montagne) e cavità (crateri), cioè da irregolarità che un corpo celeste, di sostanza “divina” come dovevano essere per gli ottusi teologi del tempo tutti i corpi celesti, non poteva avere.

Anche per questo vi invitiamo a cercarla nel Cielo e a guardarla. Non c’è bisogno neanche di un telescopio; puntatela con una cannuccia ed osservatela, quando è bassa e quando è alta, e scoprirete se le sue dimensioni nel Cielo restano sempre uguali o cambiano (quante volte ci viene raccontato “ho visto la Luna ieri sera … così grande non l’avevo mai vista!”). Poi a partire dal prossimi noviluni (15 Aprile, 14 Maggio) cominciate ad osservarla al tramonto ogni giorno in cui vi è possibile per rendervi conto che ogni giorno resta una spanna indietro rispetto al Sole, ed aumentando la sua distanza dal Sole al tramonto, cresce anche la sua fase, mantenendo la parte incurvata sempre verso il Sole prossimo al tramonto (“Luna crescente gobba a ponente”). Per quanto semplici e futili possano apparire queste osservazioni, fu solo grazie ad esse che il filosofo Parmenide (V° secolo a. C.), senza l’aiuto di nessuno strumento all’infuori dei suoi occhi e del suo ingegno, comprese la ragione fisica del fenomeno …

Oriano Spazzoli

Alba e tramonto del Sole:
1 Aprile: il Sole sorge alle 5.52 e tramonta alle 18.38
30 Aprile: il Sole sorge alle 5.03 e tramonta alle 19.14
1 Maggio: il Sole sorge alle 5.01 e tramonta alle 19.15
31 Maggio: il Sole sorge alle 4.29 e tramonta alle 19.48

Principali fasi della Luna nei mesi di Aprile e Maggio:
6 Aprile (ultimo quarto) – 15 (nuova) – 22 (primo quarto) – 29 (piena)
6 Maggio (ultimo quarto) – 14 (nuova) – 21 (primo quarto) – 28 (piena)

Pianeti visibili: Marte (Cancro), Saturno (Vergine), Venere (Toro, visibile verso Ovest al tramonto)

C’era una volta … l’equinozio di primavera

1 marzo 2010

“Surge ai mortali per diverse foci
La lucerna del mondo, ma da quella
Che quattro cerchi giugne con tre croci

Con miglior corso e con migliore stella

esce congiunta e più a suo modo
l’umana cera tempera e suggella.”
(Dante Alighieri, Paradiso canto I, vv. 37 – 42)

C’era una volta un tempo nel quale gli uomini osservavano il Cielo per sopravvivere; un tempo nel quale osservare il punto del Cielo in cui si trovava il Sole, osservare la fase della Luna la notte e il punto in cui essa si trovava nel Cielo, ma anche svegliarsi e vedere quali stelle erano apparse a oriente, immerse nel chiarore dell’aurora era sapere se e quando era l’ora di partire, di fermarsi, o di tornare, di svegliare gli altri, di cacciare, di prendere gli arnesi per seminare, o raccogliere o portare il bestiame al pascolo o riportarlo indietro perché sarebbe venuto buio di lì a poco…

Era il tempo nel quale vedere che il Sole sorgeva in un certo punto significava comprendere che di lì a poco sarebbero venuti il caldo secco o le piogge, o il freddo intenso dell’inverno con i suoi terribili rischi.

Sono passati millenni nei quali gli uomini hanno imparato a conoscere e a sfruttare il paesaggio naturale e le sue risorse per migliorare la qualità della propria vita. Viviamo in case calde e confortevoli, ci copriamo quando fa freddo e disponiamo di tanta tecnologia che rende semplice ogni gesto della nostra giornata. Eppure il freddo, le piogge, il caldo secco e il caldo umido sono ancora un pericolo; anzi sono un pericolo ancora maggiore per una civiltà nella quale l’uomo vive in un mondo troppo ovattato, nel quale tutto è troppo facile e la comodità tecnologica gli ha tolto la capacità di adattamento ai mutamenti del mondo esterno.

Tornare ad osservare il Cielo è recuperare una dimensione umana remota, affondata in quel tempo lontano; è capire dove l’umanità ha incominciato a percorrere la propria strada e come l’ha percorsa, ed è anche sapere come abbiamo fatto ad arrivare fin qui e, qualora ci siamo spinti troppo avanti, sapere come tornare indietro.

Marzo è il mese dell’equinozio di primavera: la parola equinozio deriva dal latino “aequa nox”, il ché significa “notte uguale” (sottinteso “al dì”). Se ripetessimo le antiche osservazioni degli sciamani, che attendevano il sorgere del Sole e contrassegnavano con due pietre o pali di traguardo il punto in cui il Sole sorgeva o tramontava, vedremmo che esso cambia nel corso dell’anno: in autunno e in inverno (quando la notte è più lunga del dì) il Sole infatti sorge a Sud – Est e tramonta a Sud – Ovest, mentre in primavera ed in estate (quando il dì è più lungo della notte) esso sorge a Nord – Est e tramonta a Nord – Ovest. Gli equinozi sono giorni di confine tra queste due metà dell’anno e in questi giorni e solo in questi il Sole sorge esattamente ad Est e tramonta esattamente ad Ovest.

Quest’anno l’equinozio di primavera cadrà, il giorno 21 di Marzo, data che il Planetario di  Ravenna saluterà (come d’abitudine per tutti i planetari italiani nella domenica che precede l’equinozio di primavera appunto) con la celebrazione della “Giornata nazionale dei Planetari” con proiezioni, osservazioni e altre attività gratuite per il pubblico.

Vi invitiamo a consultare i dati che da oggi relativi le nostre località in poi seguiranno la nostra rubrica e vi raccomandiamo di seguirci anche nel prossimo numero, nel quale parleremo della Luna e delle date di alcune festività tradizionali.

Oriano Spazzoli

Alba e tramonto del Sole:

1 Marzo: il Sole sorge alle 6.48 e tramonta alle 17.59
31 Marzo: il Sole sorge alle 5.54 e tramonta alle 18.37

Principali fasi della Luna nel mese di Marzo:
1 Marzo (piena) – 8 (ultimo quarto) – 16 (nuova) – 23 (primo quarto) – 30 (piena)

Pianeti visibili: Marte, Saturno (costellazione del Leone), Venere (verso Ovest al tramonto nella costellazione dei Pesci)